giovedì 11 marzo 2010

Scheggino Attack

Scheggino Attack
Scheggino
dal 12 al 14 marzo

Nel centro storico di Scheggino l'Associazione Culturale Attack che si occupa delle forme d'arte di strada un po'inesplorate, che contrastano con la società, che semplicemente colpiscono, parteciperà alla manifestazione "Diamante Nero" organizzata dal Comune di Scheggino.
Nel corso dell'evento il noto street artist Run, direttamente da Londra, insieme a Tazio, Rone e Sten realizzeranno degli interventi di arredo urbano nel suggestivo scenario della Valnerina.

Giovedì 11 Marzo 2010

lunedì 7 dicembre 2009

Previsioni Meteo a Cascia

Ecco il tempo che fa a Cascia!

domenica 6 dicembre 2009

Sant'Anatolia di Narco in Valnerina

Sant'Anatolia di Narco Valnerina

Sant'Anatolia di Narco

Lungo le sponde del fiume Nera, alte e poderose mura racchiudono il borgo medievale di Sant'Anatolia di Narco.
Il territorio su cui sorge l'attuale paese fu abitato fin dall'VIII secolo a.C.
Numerosi reperti archeologici, inoltre, testimoniano come questa località ricoprì una certa importanza durante l'epoca romana.
Tuttavia, è nel Medioevo che Sant'Anatolia di Narco fu protagonista di un notevole sviluppo.
Nel corso del XIV secolo, infatti, il castello fu circondato da un'imponente cinta muraria dominata da due maestosi torrioni.
Questo articolato complesso difensivo permise alla cittadina di vivere in relativa tranquillità per lunghi periodi.
Il centro storico, sapientemente conservato, è caratterizzato dalla presenza di alcuni palazzi signorili e di abitazioni più modeste destinate al popolo.
Accanto al Palazzetto Municipale, munito di un antico portico, sorge la Chiesa Parrocchiale di Sant'Anatolia. All'interno dell'edificio si possono ammirare opere d'arte di grande pregio tra cui un crocifisso ligneo, antiche statue sacre e alcune tele seicentesche.
Poco fuori le mura si trova il piccolo Santuario della Madonna delle Grazie: da ammirare la bella facciata del '500. Nei dintorni sorgono numerosi castelli, antichi alleati di Sant'Anatolia di Narco: tra di essi ricordiamo S.Felice, Caso e S.Martino.
Ciascuna di queste località è ricca di storia e di pregevoli opere architettoniche.

sabato 31 ottobre 2009

Palazzo Santi e Chiesa di S.Antonio a Cascia

Palazzo Santi e Chiesa di S.Antonio

Cascia
Il circuito museale è articolato in due sedi.
La prima è ospitata nel palazzo cittadino della famiglia Santi che lo restaurò ed in parte ricostruì ex novo nel 1600 e conserva opere che provengono da chiese e da conventi cittadini.
L'altra sede è la chiesa di Sant'Antonio Abate dell'antico complesso benedettino, riedificata sul finire del XV secolo.
Essa conserva due cicli di affreschi: le 'Storie della Passione di Cristo' realizzate nel 1461 dal pittore tardogotico Niccolò da Siena e gli 'Episodi della vita di sant' Antonio Abate' nel presbiterio, opera del Maestro della Dormitio databili all'inizio del XV secolo.

Fra le opere conservate in palazzo Santi spicca la celebre 'Madonna lignea di Poggio', la 'Madonna rosa’, (cosi detta per via della diminuita qualità del rosso che ne ornava la veste), monumentale esempio della produzione di madonne lignee duecentesche, databile fra il 1260 ed il 1270.

Altro esempio di scultura lignea è il 'Cristo deposto' del primo quarto del XIV scolo, la 'Vesperbild' del XV secolo (ovvero un'iconografia della 'Pietà' di origine franco-renana, legata agli Ordini mendicanti) ed il 'San Sebastiano' della fine del XV secolo di manifattura umbra.
Tra i dipinti: la tela con 'Madonna con il Bambino e i santi Antonio, Benedetto, Scolastica ed il Beato Andrea da Cascia, della metà del XVI secolo, la tela con 'Madonna con il Bambino e i santi Agostino e Nicola’ sempre del XVI secolo.
Del pittore pistoiese Lazzaro Baldi la drammatica 'Crocefissione con Santo Stefano' della fine del XVII secolo e del romano Domenico Corvi la tela con 'i Santi Vincenzo Ferrer, Giuseppe ed Antonio Abate' del 1790.

La biglietteria è ricavata da una farmacia di inizio Ottocento.

mercoledì 14 ottobre 2009

La Basilica e il monastero di Santa Rita da Cascia

La Basilica e il monastero di Santa Rita da Cascia


La Basilica fu edificata tra il 1937 e il 1947 sul luogo dell'antica Chiesa del monastero agostiniano dove, nel 1457, morì Santa Rita. Lo stile imitato nella costruzione della Basilica è quello romanico bizantino.
La facciata della Chiesa, contenuta tra due torri, presenta un portale decorato con l'iscrizione tratta dall'antico sarcofago della Santa e con formelle raffiguranti la vita della religiosa.
L'interno, a croce greca con bracci absidali, è bizantineggiante. Un porticato sormontato da un matroneo percorre perimetralmente l'interno. Nel presbiterio, arredato da Giacomo Manzù, trova posto l'altare maggiore in marmo con rilievi di Eros Pellini.
Nel braccio di sinistra, chiusa da una grata, si trova la cappella dov'è collocata la mummia di Santa Rita. Alla sinistra della Basilica è situato il monastero con un chiostro quattrocentesco dove il pozzo, la dimora delle api murarie, la pianta della vite, portano alla mente episodi miracolosi della vita della Santa. Una porta conduce dal chiostro al coro interno dove si trovano pareti affrescate, collocabili intorno al XVI secolo, e altre opere che narrano la sua vita.
Dal chiostro, tramite una scala, si passa al piano delle celle: nella prima stanza, a destra del dormitorio, sono collocati alcuni oggetti personali della Santa e, subito dopo, si trova la cella di S.Rita.
In tale luogo è conservata la Cassa solenne, il sarcofago della Santa completamente dipinto e un interessante epitaffio in volgare del XV secolo. Auto, parcheggio a m 300.

Tel.: 0743.76221 - 0743.750954 - 0743.76786

martedì 13 ottobre 2009

La Chiesa di Santa Maria a Cascia

La Chiesa di Santa Maria a Cascia


La Chiesa di Santa Maria, la più antica di Cascia, si raggiunge da porta Leonina.
Eretta nel XII secolo, fu ricostruita nel 1532 e più volte ristrutturata a causa dei danni conseguiti durante i terremoti.
Sulla facciata si trovano due portali, uno della prima metà del Cinquecento, l'altro del primo Seicento, una nicchia con la raffigurazione affrescata di San Sebastiano e della Madonna della Quercia del XVI secolo e un leone che fa da sostegno al porticato.
L'interno basilicale è a tre navate divise da pilastri.
In controfacciata si trova la Deposizione di Nicola da Siena e la Natività del XV secolo.
La Chiesa conserva diversi altari in legno e in stucco policromi del Cinquecento e del Settecento, oltre a molte sculture e dipinti.
Nella Cappella del Sacramento è collocata una tela seicentesca raffigurante i Ss.
Anna, Nicola e Leonardo, presso l'altare seguente si trova la Madonna del Soccorso, sempre del Seicento.
In fondo alla navata destra, presso l'altare si trovano le storie di San Carlo e la Madonna col Bambino del Cinquecento.
Nella navata sinistra i Misteri del Rosario di Niccolò Frangipani.
Nella sagrestia è conservato un tabernacolo a tempio dorato di Francesco Piergentili del 1577.
In una piccola cappella trova posto un fonte battesimale in cui si ritiene sia stata battezzata Santa Rita nel 1381.

mercoledì 2 settembre 2009

Festa della Madonna della Misericordia 2009 a Monteleone di Spoleto

Festa della Madonna della Misericordia
Monteleone di Spoleto


Giovedì 3 Settembre:
  • Ore 17,30 - Processione con la statua della Madonna - Inizio triduo di preparazione.
  • Ore 21,00 - Commedia , gruppo amatoriale i Clitunnali.
Venerdì 4 Settembre:
  • Ore 17,30 - Triduo di preparazione.
  • Ore 19,30 - Cena lungo il borgo con i prodotti tipici di Monteleone.
  • Ore 21,00 - Gruppo musicale Federico e Le Follie.
Sabato 5 Settembre:
  • Ore 17,30 - Triduo di preparazione.
  • Ore 10,00 - Torneo di playstation.
  • Ore 16,00 - Gara equestre dell'ass."Le Belve dell'Appennino" in collaborazione con l'assoc. ArcheoAmbiente e le sue danzatrici rinascimentali.
  • Ore 21,00 - Gruppo musicale "Cafè Concerto" con la partecipazione dei ragazzi di Amici Jennifer e Nicola.
Domenica 6 Settembre:
  • Ore 8,00 - Sveglia per le vie del paese con la musica del Corpo Bandistico "Carlo Innocenzi".
  • Ore 11,00 - Commemorazione al Monumento dei Caduti.
  • Ore 11,00 - Santa Messa in collegamento satellitare con la città di Trenton (usa).
  • 17,00 ora locale.
  • Ore 16,00 - Spettacolo con le Majoret.
  • Ore 19,30 - Spettacolo di danza con le ragazze di Anna Bez.
  • Ore 21,00 - Gruppo musicale Trio Roberto Erre.
  • Ore 22,30 - Estrazione dei biglietti vincenti della lotteria.
  • Ore 23,30 - Grande spettacolo Pirotecnico

domenica 30 agosto 2009

E con la rosa a Cascia sboccia il tartufo

[...]Per Cascia le rose di Santa Rita rappresentano l'emblema di un mondo di devozione e organizzazione.
Quasi un monumento è il roseto posto a guardia dell'ingresso cittadino e la storia racconta che fu proprio la Santa l'artefice della prima fioritura invernale e di quello che è poi diventato il roseto miracoloso nel convento delle agostiniane.
Era il gennaio del 1447, rigido e nevoso. Una parente da Roccaporena era venuta a farle visita. Prima di congedarsi, le aveva chiesto se avesse bisogno di qualcosa. Rita le fece una richiesta singolare per la stagione: due fichi maturi e una rosa. La parente la salutò perplessa. Ma quando andò nell'orto di casa sua, con stupore vide che nel roseto spoglio e innevato era fiorita una rosa e che l'albero del fico portava due frutti già maturi.
L'ultimo desiderio terreno di Rita era stato miracolosamente soddisfatto. In ricordo di quest'episodio, Rita è rappresentata con una rosa tra le mani. E il 22 maggio, anniversario della morte avvenuta nel 1447, vengono distribuite rose rosse davanti ad ogni chiesa intitolata alla Santa.
Sul filo di questa storia, il comune di Cascia da tempo sviluppa progetti: un roseto all'ingresso della città e la prima mostra mercato del tartufo estivo e della rosa, Aestivum, che si è tenuta quest'anno ad agosto, ne sono un esempio.
Anche se, in realtà, c'è chi a questo binomio mette un freno. Se non altro a livello biologico. Domizia Donnini, della facoltà di Agraria dell'Università di Perugia, aspetta ancora dati scientifici per poter affermare che tra roseti e tartufi possa parlarsi di relazione simbiotica.
In sostanza – spiega la ricercatrice – i tartufi non si generano tra le radici delle rose. D'altra parte, la convinzione che tra essi esista comunque un rapporto ecologico e ambientale, sostiene l'entusiasmo contagioso di Domenico Bigioni, il presidente del Get (Gruppo Europeo Tuber), l'organismo trans-nazionale che associa le tre grandi federazioni italiana, francese e spagnola del tartufo.
Domenico Bigioni è considerato il "grande vecchio" del tartufo italiano.
Di certo è stato il primo italiano a guidare questo organismo internazionale nato in Francia nel 1998.
Originario di Leonessa, in provincia di Rieti, dove è tornato a vivere dopo un'avventurosa attività per le regioni tartuficole d'Europa e dopo aver fatto il dirigente d'azienda.
Ha collaborato con enti di ricerca e di diffusione della cultura del tartufo; ha fondato prima le Associazioni regionali di Liguria e Lazio dei tartufai e poi, con altri operatori, la Federazione Nazionale delle Associazioni dei Tartufai e dei Tartuficoltori di cui è presidente; ha contribuito, tra l'altro, alla nascita dello stesso Get.
Dirige pure una rivista dedicata al tartufo, Tuber, e prosegue nell'ardua opera di unificazione dell'Italia del tartufo; dopo aver accompagnato molte delle più significative iniziative associative e promozionali nelle aree storiche delle regioni centro-settentrionali, sta dedicando da qualche tempo anche molte energie alle realtà tartuficole emergenti dell'Italia meridionale, le Puglie, la Basilicata, la Calabria, la Campania, la Sicilia.
Un grande cultore della materia, insomma.
Di certo, è stato lui ad accendere la scintilla nella mente dell'amministrazione che ha realizzato a Cascia la prima edizione di Aestivum e che, in nome delle rose di Santa Rita, ha messo insieme tartuficoltori e floricoltori.
"Sono stato io – ribadisce – a parlarne qualche tempo fa al sindaco."
Gino Emili non ha meditato a lungo per dare gambe all'evento. Ha così messo a punto la kermesse chiamando la Event by Event srl di Fabrizio Gentili per curare l'organizzazione.
L'iniziativa ha fatto subito breccia e riaperto un dibattito sulla fondatezza, o meno, del rapporto tra rose e tartufi estivi.
Ora, però, bisognerà attendere l'esito delle ricerche che l'Università di Perugia ha promesso di intraprendere.
E chissà che Santa Rita non riesca, con le sue rose, a fare questo miracolo, nobilitando anche il povero "scorzone".

Chiusura della campagna di scavi archeologici 2009 di Villa San Silvestro

La chiesa della piccola frazione di Villa San Silvestro gremita di gente in occasione della conferenza di chiusura della campagna di scavi archeologici che interessa la zona.
Il sindaco del comune di Cascia, Gino Emili, ha evidenziato l'impegno profuso dall'amministrazione per portare alla luce reperti di indiscussa importanza storico-culturale ed ha ribadito :
"questo luogo deve essere salvaguardato e deve rendersi disponibile a chiunque voglia visitarlo"
, il sito archeologico in questione è un tesoro di valore inestimabile che può portare introiti economici a tutto il territorio.
Il rendiconto positivo è concretamente visibile anche nella percentuale di crescita del numero delle visite del museo civico di Palazzo Santi a Cascia dove sono custoditi reperti rinvenuti nell'area degli scavi, incrementata del ben trecento percento.
Fattore questo che mostra il diffuso interesse per l'archeologia o meglio per la storia che si cela dietro quel sito.
Storia non limitata a questo territorio definito da Filippo Coarelli, direttore degli scavi fino al 2006, marginale, ma è la storia del mondo antico e contemporaneo.
"Dobbiamo puntare ad una musealizzazione che in parte è già cominciata , dobbiamo realizzare un progetto di scavi più ampio, abbiamo dinnanzi agli occhi una pagina di storia perfettamente conservata, dove non c'è stato uno sfruttamento selvaggio del territorio"
queste le parole dell'archeologo Coarelli che sicuramente troveranno concretezza nelle attività che Regione Umbria, in conferenza rappresentata dall'assessore regionale alla cultura Silvano Rometti, sta promuovendo per valorizzare il proprio patrimonio culturale.
L'assessore ha dapprima ringraziato gli studenti coordinati da Francesca Diosono, docente dell'Università di Perugia, che hanno partecipato agli scavi come volontari ed ha poi ribadito la disponibilità dell'amministrazione regionale ad incentivare e supportare interventi importanti come questo dal punto di vista culturale e turistico perché secondo l'assessore Rometti investire in cultura significa ricevere poi un rendiconto rilevante.
Affermazione questa che trova conferma nelle parole di Gabriele Baldelli, il neosoprintendente per i beni archeologici dell'Umbria che ha colto l'occasione per avere un primo contatto con gli scavi archeologici umbri e ha subito mostrato il suo interesse personale per il sito, evidenziando come attività così richiedano un impegno di lavoro da parte di tutti.
Impegno mostrato e che ha portato i suoi risultati, infatti l'esposizione, allestita da Francesca Diosono, sotto la direzione scientifica di Coarelli, rientra nel più ampio cartellone espositivo organizzato per il bimillenario della nascita di Vespasiano, che ha il punto di partenza al Colosseo a Roma e si snoda poi nel territorio dell'antica regione di provenienza dell'imperatore, la Sabina, appunto, con mostre a Cascia, Cittareale, Norcia e l'Aquila.
Il museo casciano, espone pezzi che testimoniano la vitalità e l'importanza del sito. Infatti Villa San Silvestro fu designata da Roma come il punto di riferimento amministrativo, politico e commerciale di tutta l'area circostante, facendo sì che l'area si dotasse di edifici pubblici e templi di grandi dimensioni e che rappresentasse il più grande centro produttivo ed economico del territorio di riferimento.
Entusiasmo e soddisfazione per tutti coloro che si sono impegnati a trovare i fondi necessari per riportare alla luce frammenti di storia.
Cascia possiede una miniera di cultura di valore inestimabile e Villa San Silvestro ne è la dimostrazione

domenica 23 agosto 2009

Cascia: la storia di Cascia e Santa Rita

Cascia

La città di Cascia sorge probabilmente in epoca romana con il nome di Cursula nel punto dove passava la strada che da Rieti portava a nord.
Nel Medioevo il colle più alto fu fortificato e la città cominciò a fiorire fino a divenire Comune nella seconda metà del XIV secolo.
Di tendenze ghibelline, il castello di Cascia fu poi distrutto nel 1517 da Papa Leone x, passando definitivamente sotto il controllo dello Stato Pontificio, pur non sottomettendosi mai del tutto: l'animo ribelle casciano è forse rappresentato dallo stemma che mostra una donna che tiene nella mano destra un giglio e in quella sinistra una serpe.

Basilica Santa Rita da Cascia

Della ricchezza della città tra i secoli XIII e XVI restano a testimonianza gli edifici religiosi, come la chiesa di S.Francesco, di origine gotica ma ricostruita e ristrutturata nel Quattrocento e quindi nel Settecento, e la chiesa di S.Antonio Abate, che presenta cicli di affreschi del XV secolo riportati all'originaria bellezza da un recente restauro.
É da quest'ultima chiesa che il 17 gennaio inizia la festa di S.Antonio e nel sagrato convergono gli animali della zona con elaborate bardature per ricevere la benedizione del parroco.
Ma la Santa più onorata a Cascia è Santa Rita, nata nella vicina Roccaporena e il cui corpo riposa nella grande Basilica a lei dedicata.
La Basilica è una costruzione moderna in forme romaniche, consacrata nel 1948, ma la storia di S.Rita inizia nel 1381 quando viene al mondo con il nome di Margherita Lotti.
La giovane avrebbe voluto entrare in convento, ma fu obbligata a sposarsi al rissoso Paolo Mancini, che per amore di Margherita e dei due gemelli nati da questa unione si fece più mite.
Paolo fu però ucciso e Margherita riuscì a pacificare le famiglie che volevano vendetta.
Neanche un anno dopo morirono anche i figli e Margherita, pur essendo vedova, venne ammessa nel monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia.
Qui visse per 40 anni e ricevette per miracolo una spina della corona di Cristo sulla fronte come segno di fede.
A Roccaporena si possono visitare diversi luoghi legati a Santa Rita, come la Casa Natale, lo Scoglio dove si ritirava a pregare e l'Orto del Miracolo.
In questo piccolo orto durante un freddo inverno, mentre Rita giaceva malata, maturarono due fichi e fiorì una rosa.
E proprio le rose sono il simbolo delle feste dedicate a Santa Rita a maggio e a giugno.
Da Cascia è possibile anche raggiungere il piccolo paese di Onelli a metà costa del Monte Meraviglia, dove nella chiesa di S.Sisto proprio quest'anno sono tornati alla luce degli antichi affreschi e da cui partono diversi sentieri per fare escursioni nei boschi di querce, faggi e carpini.

Info:Tel.: 0743.76630 Azienda di Promozione Turistica della Valnerina

martedì 18 agosto 2009

Alessia Lauteri Miss Deborah Umbria a Cascia

Alessia Lauteri Alessia Lauteri di Spoleto ha conquistato il titolo di "Miss Deborah Umbria" nella finale di giovedì scorso a Cascia.
Questo le consente di approdare a Salsomaggiore e di essere in lizza per il titolo di "Miss Umbria 2009" il 21 agosto a Foligno

lunedì 10 agosto 2009

La Festa della Pecora a Monte San Vito

Festa della Pecora a Monte San Vito


A scheggino, Monte San Vito, dal 14 al 16 agosto si svolge la Festa della Pecora, festa che trae origine dagli antichi contratti di affitto dei pascoli montani.
Pranzo a base di pecora di tutta la cittadinanza, cui fanno da cornice una processione, giochi vari e ballo in piazza.

domenica 26 luglio 2009

Il museo della Canapa di Sant'Anatolia di Narco ... dopo un anno

Prima candelina di compleanno per il museo della canapa di sant'Anatolia di Narco, presenti oltre duemila persone. Il museo ha visto transitare nelle sale espositive dal 12 luglio al 31 dicembre 2008 quasi 1300 persone; da dicembre a luglio di quest'anno oltre 600 visitatori e corsisti. Si tratta per lo più di studenti provenienti da ogni parte d'Italia.
Tutti restano entusiasmati da questo piccolo gioiello, perché le sale sono concepite in una totale riambientazione delle fasi di lavorazione della canapa e presentano tanti oggetti di legno che si possono osservare solo sui libri.
L'ultima scuola in ordine di tempo è arrivata fra queste montagne la settima scorsa: una scolaresca romana che attualmente è impegnata in un campo scuola al centro d'educazione ambientale "Il sentiero" di Poggiodomo. Il successo anche dei corsi pratici di tessitura è dovuto all'interesse dei giovani per questa tradizione popolare che li riporta indietro nel tempo.
Soddisfatto il giovane sindaco Tullio Fibraroli:
"Un anno proficuo per il numero dei visitatori che nessuno si aspettava in questo piccolo paese della Valnerina.
Questo c'incoraggia, perché crediamo fortemente nel progetto e quindi ci auguriamo che possa crescere ancora di più.
A Sant'Anatolia, oltre alla scuola elementare, c'è anche l'istituto d'agraria, molto importante per gli aspetti riguardanti la coltivazione della canapa.
La Comunità Montana ha messo anche a disposizione, nel territorio di Castel San Felice, un fazzoletto di terra per la coltivazione e la trasformazione in filato di questa pianta.
Di continuo vengono donati oggetti antichi e questo non può che riempirci d'orgoglio, perché siamo diventati ormai un paese di 580 anime conosciuto in Italia per questo museo."
Sorride Glenda Giampaoli, la giovane archeologa prestata al tessile, perché è stata la prima a cimentarsi in questa avventura, soprattutto a crederci fino in fondo.
Una fede che le ha fatto diffondere con intelligenza la didattica fra i bambini delle scuole.
Soprattutto la sua carta vincente è stato il "recupero del sapere", in particolare quello concernente la lavorazione e la tessitura della canapa, tratto dalla cultura popolare della Valnerina, fino alla metà del Novecento.
"Qui tutti possono toccare con mano la realtà di un tempo ormai passato –dice Glenda- diventando i protagonisti all'interno di un museo che non è puramente contenitore antropologico e di conservazione, bensì una realtà che parla di tradizioni popolari e antichi mestieri.
Lo scorso anno abbiamo pianificato la brochure sul Museo e i laboratori didattici dal titolo "Per un filo di canapa: dalla pianta al tessuto".
Quest'anno i progetti per i bambini sono stati "Il quadernino del tessitore: visita al museo accompagnati da una nonna un po' particolare"; "l'Enigmistica delle fibre" per scoprire attraverso giochi, quiz, rebus, spigolature, il variegato mondo delle fibre tessili e di quelle naturali in particolare.
In collaborazione con il Cedrav abbiamo dato vita ai laboratori didattici per i bambini.
A settembre ci sarà un convegno sul tema "i Musei del tessile in Umbria: tradizioni storiche e opportunità per fare impresa al femminile".
Metteremo al centro la figura delle donne che nei primi del'900 si sono tuffate nel ricamo e le cui esperienze sono poi confluite nelle industrie femminili.
Dal convegno dovrà uscire la risposta su come sarà possibile reimpiantare una tessitura di ricamo e di merletto in una realtà come la nostra.
A dicembre altro convegno su tessitura e disabilità.
Metterà in risalto come alcuni lavori manuali, in particolare la tessitura, possono far superare i problemi ai diversamente abili.
Mi riferisco ad esempio ai bambini autistici che reagiscono molto bene, perché si tratta di un lavoro meccanico e quindi interagiscono con il telaio."
Il museo ha inoltre realizzato un CD interattivo relativo al ciclo di coltivazione, lavorazione e trasformazione della canapa. Con il comune di Spoleto (Museo del tessile e del costume), capofila del progetto Itinerari e materiali didattici nei Musei del tessile, sono stati coinvolti nell'operazione i musei del merletto, ricamo, tessuto inseriti nel sistema regionale museale umbro e musei civici con importanti sezioni tessili.
Sono stati infine predisposti materiali informativi e didattici adatti ad un pubblico diversificato che va dal semplice turista all'adulto in cerca di maggiori approfondimenti e al bambino in forma di gioco.

domenica 14 giugno 2009

Offerte di Lavoro a Cascia e in Provincia di Perugia

Offerte Lavoro a Cascia

Qui di seguito pubblichiamo una breve rassegna di offerte di lavoro a Cascia e nella provincia di Perugia; il sistema fornito da Careerjet viene aggiornato in automatico pubblicando continuamente gli annunci di ricerca di personale più recenti.


Se volete potete anche utilizzare questo motore di ricerca per esplorare il database di offerte di lavoro a Cascia, in Umbria e in tutt'Italia.



lunedì 6 aprile 2009

Processione Del Cristo Morto a Cerreto di Spoleto

Processione del Cristo Morto
a
Cerreto di Spoleto
10 Aprile, Ore 20 Borgo Cerreto

Sorge lungo il fiume Nera la frazione di Borgo Cerreto dove come ogni anno è prevista la solenne rappresentazione della Passione di Cristo. L’evento coinvolge la quasi totalità della cittadinanza e i turisti che si affollano nel borgo. La manifestazione grazie all’ambientazione e all’accurata selezione dei costumi d'epoca riesce a coinvolgere lo spettatore in un’atmosfera veramente drammatica.

La narrazione degli ultimi avvenimenti della vita di Gesù è fatta sulla base dei testi di Jacopone da Todi.

La processione del Cristo Morto prende avvio dal piazzale della chiesa di San Lorenzo e si snoda poi per vie e vicoli del borgo antico .

 


Visualizzazione ingrandita della mappa

Celebrazioni Ritiane 21 e 22 Maggio 2009

Le Celebrazioni Ritiane 21 e 22 Maggio
Basilica di Santa Rita da Cascia

basilica di santa rita da cascia Le Celebrazioni Ritiane rappresentano la festa che Cascia tributa a Santa Rita. L’intero paese è coinvolto attraverso una serie di appuntamenti liturgici ai quali si affiancano rievocazioni tradizionali dal sentimento più popolare.
Merita una citazione il Giovedì di Santa Rita che ben rappresenta la devozione del paese per la Santa, infatti, per i 15 giovedì che precedono la Festa di Santa Rita del 22 Maggio, in una tradizione vecchia ormai di più di tre secoli si organizzano incontri di preghiera e meditazione.
Ogni anno Cascia intrattiene un gemellaggio con una città italiana o europea, dalla quale, con circa una settimana di anticipo, parte una staffetta di atleti per portare la fiaccola che nella sera del 21 maggio accende sul sagrato della Basilica un tripode.
La solenne Processione in costume si svolge ogni anno il 22 Maggio e partendo da Via del Pago raggiunge la Basilica di Santa Rita .
Dal 1988 si assegna durante la festa il premio "Santa Rita da Cascia" istituito per evidenziare particolare gesti di perdono, pace, dedizione e fede secondo i sentimenti più profondi e il messaggio spirituale più autentico della Santa di Cascia.

martedì 24 marzo 2009

Monteleone di Spoleto

Monteleone di Spoleto

Monteleone di Spoleto è oramai legata indissolubilmente all'immagine del suo prodotto agricolo, il noto e salutare "Farro di Monteleone di Spoleto", primo cereale D.o.p. d'Europa.
Tuttavia da qualche tempo il nome di Monteleone gira il mondo e si associa alla cultura archeologica per essere stata la patria dei natali di un personaggio illustre e misterioso che ha lasciato alla storia e alla cronaca dei nostri giorni un reperto di rara bellezza: la Biga, o Carro d'oro, VI sec.a.c., come lo chiamano gli Americani.
Il Famoso carro, che si trova al Metropolitan Museum di NewYork, è il pomo della discordia tra il noto colosso americano ed il piccolo comune di Monteleone di Spoleto, che ne pretende la restituzione. Il paese, defilato in epoca moderna, dai crocevia delle strade di viabilità più trafficate, si presenta in tutta la sua maestosità e signorilità.

Le sue vestigia, raccontano di un tempo in cui il paese godeva di essere al centro di passaggi importanti, racconta di pellegrinaggi di cui era meta di sosta e così, stemmi di ordini i religiosi quali i Giovanniti, e architravi con scolpiti richiami agli ordini cavallereschi sono ancora oggi visibili e testimoniano l'importanza strategica che ebbe il paese intorno al XIII secolo.
I palazzi di Corso Vittorio Emanuele del tardo Rinascimento fanno da elegante cornice alla parte più antica e medievale del paese, la torre dell'orologio, archetipo di Monteleone, chiude la prima cinta muraria che abbraccia all'interno il complesso monumentale di San Francesco, primo esempio di struttura architettonica Francescana della montagna, piazza del mercato, il palazzo dei Priori ed il restaurato gioiello novecentesco del Teatro Civico Comunale.
Ogni paese che si rispetti ha nella memoria personaggi illustri, che sono passati ed hanno lasciato una traccia della loro grandezza: Papa Urbano VIII, apre nel 1631 le miniere di ferro di cui ancora oggi si può vedere il sito industriale passeggiando nella splendida natura di monte Birbone sul massiccio Coscerno-Aspra.
Il sito è allo studio di fattibilità per realizzarne un percorso di sentieri di sensazionale bellezza ambientale.
Monteleone a 1000 msl è stazione climatica ed è meta di turisti alla ricerca di aria fresca e pulita, lontano dagli inquinamenti la sua terra dona prodotti agricoli di prima qualità, nelle sue frazioni di Trivio, Rescia, Ruscio, Butino, si coltivano lenticchia, zafferano, farro.
Un microclima particolare fa sì che la qualità dei prodotti coltivati nelle terre di Monteleone di Spoleto siano irriproducibili in qualsiasi altro territorio.
Un dono della severa natura che è stata prodiga con gli abitanti del luogo.
I suoi pascoli fecondi permettono l'allevamento di ovini e bovini dai quali si ricavano ottimi formaggi di montagna e carni genuine di prima qualità. Il giusto mix tra cultura, ambiente, natura, prodotti tipici fa di Monteleone la "perla" della Valnerina.

a cura di Marisa Angelini
Come si raggiunge
Sito web: www.comune.monteleone-di-spoleto.pg.it
Comune Tel: 0743.70421

venerdì 6 marzo 2009

Le Previsioni del Tempo a Cascia

Le Previsioni del Tempo atmosferico per il comune di Cascia:

giovedì 5 marzo 2009

Gli strascinati di Monteleone di Spoleto

Il tartufo, il farro, lo zafferano. E adesso anche gli "strascinati" di Monteleone di Spoleto che entrano a pieno titolo nella cucina tradizionale italiana.
A dimostrazione di quanto la Valnerina si stia sempre più caratterizzando per la sua gastronomia. D'altra parte, quella umbra e soprattutto quella che interessa la Valnerina è una cucina fortemente locale anche perché richiede i genuini prodotti della sua terra per lo più non esportabili sia per ragioni quantitative, che per la loro stessa genuinità e perché solo una cultura che si tramanda di generazione in generazione consente tanto impegno e tanto ardire nella preparazione non solo delle pietanze delle grandi occasioni ma anche nella preparazione del cibo quotidiano, semplice e improntato alla massima parsimonia che dà sempre risultati di grande qualità.
In particolare gli strascinati sono una rielaborazione più arricchita dei tradizionali "penchi", pasta povera della cucina monteleonese, ma la loro storia è avvolta in una leggenda.
Si narra infatti che i condottieri di ventura Paolo e Camillo Vitelli invasero, nel lontano 1494, la terra di Monteleone.
Un giorno i due fratelli stanchi ed affamati si trovarono alla porta del castello di Vetranola, dove chiesero cibo e ristoro: arroganti e presuntuosi presero in ostaggio tutti gli uomini e ordinarono alle donne di imbandire la mensa e di servirli.
Le donne mosse dal rancore per l'oltraggio subito prepararono per gli invasori un misero piatto, i penchi, una pasta fatta con acqua e farina, ma i Vitelli adirati per l'incauto comportamento montarono su tutte le furie ed ordinarono che tutti i prigionieri venissero attaccati ai cavalli per essere trascinati intorno al castello fino a morte.
A nulla valsero le preghiere ed i pianti delle donne, solo l'ardimentosa proposta di una bella fantesca riuscì ad evitare la rappresaglia, la fanciulla mutò i dispregiati penchi in una pietanza molto più gustosa, aggiungendovi uova, guanciale, salsicce, pecorino ed un pizzico di pepe.
I condottieri e la loro scorta gustarono a pieno tale bontà, tanto che placati e satolli ripresero la via di Napoli, senza fare danno ad alcuno.
In ricordo di questa vicenda questo piatto venne chiamato "strascinati". Ogni anno per valorizzare tale prelibatezza la Proloco di Monteleone di Spoleto, con il patrocinio del Comune e la partecipazione di alcune volenterose donne monteleonesi organizza il 16 agosto per le vie del borgo una sagra a loro dedicata e tale manifestazione proprio quest'anno festeggerà le nozze d'argento.
Dalla felice improvvisazione di una giovane monteleonese innamorata è nato questo tipico piatto il cui condimento aggiuntivo a base di guanciale e uova costituiva il nutrimento prediletto dei carbonari, che si trattenevano per lunghi periodi fuori da casa per preparare combustibile fossile nelle carbonaie, di cui ancora si vede traccia in molti boschi umbri.
Con il tempo l'espressione alla carbonara è passata alla cucina laziale per indicare una tipica preparazione della pasta e non solo.
Ancora una volta il piccolo borgo umbro si fa portavoce di riti, leggende, e tradizioni e valorizzarle è un dovere collettivo.
Il ricco patrimonio storico-artistico e naturale di Monteleone viene gelosamente custodito dalla comunità locale che ne rende possibile la conoscenza attraverso le diverse manifestazioni tradizionali volte all'esaltazione della qualità dei prodotti tipici e alla scoperta di una cultura gastronomica unica, nella quale ogni piatto cela una sua storia.

mercoledì 25 febbraio 2009

Nuova sala polivalente a Cascia

Inaugurata a Cascia la sala polivalente. Un grande spazio che fino al 1997 era adibito a piscina, funzione che il sindaco del comune di Cascia Gino Emili avrebbe gradito continuasse a svolgere.
Ora invece tale struttura verrà utilizzata il più possibile per attività eterogenee, ma pur sempre compatibili tra loro e che non contrastino con il bene della collettività.
"Ora è una scatola vuota - ha detto Emili - priva di arredamento ma provvederemo al più presto ad allestirla per rendere il suo uso il più prolifero e confortevole possibile."
Il taglio del nastro si è svolto lo scorso sabato ed è stato organizzato dal Comune con l'indispensabile contributo della pro loco Cascia-Roccaporena, dell'Avis di Cascia e dell'associazione "L'Oasi".
Tali soggetti, tutti attivi nella solidarietà, sempre schierati in prima fila per promuovere assistenza sociale e condivisione di valori nella comunità, hanno realizzato un veglione di carnevale in piena regola.
Tra un ballo e l'altro i numerosi partecipanti hanno potuto degustare frappe, castagnole, strufoli e gli altri dolci tipici del carnevale.
Il menù offerto dai commercianti e dalle famiglie casciane prevedeva anche pizza, lenticchie e farro.
Durante il veglione è stata allestita una pesca di beneficienza, il cui ricavato andrà a sostenere l'associazione "L'Oasi" , che proprio in questi giorni ha rinnovato la presidenza.
Il primo cittadino di Cascia ha ringraziato il presidente uscente Francesco Montani per aver ideato un'associazione da sempre in prima linea in favore dei disabili e ha fatto un augurio alla nuova presidente, Lucia Narducci, affinché possa continuare l'eccellente lavoro svolto durante questi anni.
Presenti all'inaugurazione don Elio Zocchi, arciprete di Cascia, che ha provveduto alla benedizione della struttura, il rettore del santuario di Roccaporena di Cascia, monsignor Dino Pallucchi, il rettore della Basilica di Santa Rita di Cascia, padre Mario De Santis, alcuni padri agostiniani e i rappresentanti delle forze dell'ordine.
Il sindaco Emili ha inoltre ringraziato tutti i responsabili dei lavori per aver consegnato prima della fine del Carnevale la sala, rendendo possibile la realizzazione di quella che può essere definita una serata di divertimento e solidarietà.
Ed è proprio la solidarietà che ha spinto numerosi partecipanti a iscriversi all'Avis di Cascia o alla Pro loco.
Nella città di Santa Rita solidarietà e tradizione convivono quotidianamente dunque e le associazione che nascono cercano di cogliere i bisogni e le esigenze del territorio impegnandosi a favorire una crescita socioculturale.Manifestazioni come questa sono utili per la società, per ritrovarsi, per divertirsi, per condividere insieme i piaceri enogastronomici locali, ma soprattutto per comprendere come ci siano a Cascia persone volenterose che impiegano tempo e denaro affinché la collettività riesca a coniugare le tradizioni locali con la solidarietà verso chi è meno fortunato.
Perché Cascia ha un gran cuore e ciò non deve essere dimenticato.