Prima candelina di compleanno per il museo della canapa di sant'Anatolia di Narco, presenti oltre duemila persone. Il museo ha visto transitare nelle sale espositive dal 12 luglio al 31 dicembre 2008 quasi 1300 persone; da dicembre a luglio di quest'anno oltre 600 visitatori e corsisti. Si tratta per lo più di studenti provenienti da ogni parte d'Italia.
Tutti restano entusiasmati da questo piccolo gioiello, perché le sale sono concepite in una totale riambientazione delle fasi di lavorazione della canapa e presentano tanti oggetti di legno che si possono osservare solo sui libri.
L'ultima scuola in ordine di tempo è arrivata fra queste montagne la settima scorsa: una scolaresca romana che attualmente è impegnata in un campo scuola al centro d'educazione ambientale "Il sentiero" di Poggiodomo. Il successo anche dei corsi pratici di tessitura è dovuto all'interesse dei giovani per questa tradizione popolare che li riporta indietro nel tempo.
Soddisfatto il giovane sindaco Tullio Fibraroli:
"Un anno proficuo per il numero dei visitatori che nessuno si aspettava in questo piccolo paese della Valnerina.
Questo c'incoraggia, perché crediamo fortemente nel progetto e quindi ci auguriamo che possa crescere ancora di più.
A Sant'Anatolia, oltre alla scuola elementare, c'è anche l'istituto d'agraria, molto importante per gli aspetti riguardanti la coltivazione della canapa.
La Comunità Montana ha messo anche a disposizione, nel territorio di Castel San Felice, un fazzoletto di terra per la coltivazione e la trasformazione in filato di questa pianta.
Di continuo vengono donati oggetti antichi e questo non può che riempirci d'orgoglio, perché siamo diventati ormai un paese di 580 anime conosciuto in Italia per questo museo."
Sorride Glenda Giampaoli, la giovane archeologa prestata al tessile, perché è stata la prima a cimentarsi in questa avventura, soprattutto a crederci fino in fondo.
Una fede che le ha fatto diffondere con intelligenza la didattica fra i bambini delle scuole.
Soprattutto la sua carta vincente è stato il "recupero del sapere", in particolare quello concernente la lavorazione e la tessitura della canapa, tratto dalla cultura popolare della Valnerina, fino alla metà del Novecento.
"Qui tutti possono toccare con mano la realtà di un tempo ormai passato –dice Glenda- diventando i protagonisti all'interno di un museo che non è puramente contenitore antropologico e di conservazione, bensì una realtà che parla di tradizioni popolari e antichi mestieri.
Lo scorso anno abbiamo pianificato la brochure sul Museo e i laboratori didattici dal titolo "Per un filo di canapa: dalla pianta al tessuto".
Quest'anno i progetti per i bambini sono stati "Il quadernino del tessitore: visita al museo accompagnati da una nonna un po' particolare"; "l'Enigmistica delle fibre" per scoprire attraverso giochi, quiz, rebus, spigolature, il variegato mondo delle fibre tessili e di quelle naturali in particolare.
In collaborazione con il Cedrav abbiamo dato vita ai laboratori didattici per i bambini.
A settembre ci sarà un convegno sul tema "i Musei del tessile in Umbria: tradizioni storiche e opportunità per fare impresa al femminile".
Metteremo al centro la figura delle donne che nei primi del'900 si sono tuffate nel ricamo e le cui esperienze sono poi confluite nelle industrie femminili.
Dal convegno dovrà uscire la risposta su come sarà possibile reimpiantare una tessitura di ricamo e di merletto in una realtà come la nostra.
A dicembre altro convegno su tessitura e disabilità.
Metterà in risalto come alcuni lavori manuali, in particolare la tessitura, possono far superare i problemi ai diversamente abili.
Mi riferisco ad esempio ai bambini autistici che reagiscono molto bene, perché si tratta di un lavoro meccanico e quindi interagiscono con il telaio."
Il museo ha inoltre realizzato un CD interattivo relativo al ciclo di coltivazione, lavorazione e trasformazione della canapa. Con il comune di Spoleto (Museo del tessile e del costume), capofila del progetto Itinerari e materiali didattici nei Musei del tessile, sono stati coinvolti nell'operazione i musei del merletto, ricamo, tessuto inseriti nel sistema regionale museale umbro e musei civici con importanti sezioni tessili.
Sono stati infine predisposti materiali informativi e didattici adatti ad un pubblico diversificato che va dal semplice turista all'adulto in cerca di maggiori approfondimenti e al bambino in forma di gioco.


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