«Nel mese di giugno –spiegano dal Comune di Cascia- i visitatori del museo sono aumentati del 100 per cento e nel mese di luglio addirittura del 200, confermando l'interesse che questa area archeologica suscita sia nei turisti che tra gli addetti ai lavori».
La mostra espone circa 150 pezzi venuti alla luce nel corso degli scavi e trova il suo punto di forza nelle terrecotte figurate e dipinte che decoravano il tempio principale e nel grande braccio di marmo greco appartenente alla statua di culto del tempio, ma anche nei tanti oggetti di maggiore o minor pregio che testimoniano la vitalità e l'importanza del sito e gli aspetti della vita quotidiana e religiosa che qui si svolse dal III secolo a.C.
al i secolo d.C. L'occasione per la realizzazione della mostra sono state le celebrazioni per il bimillenario della nascita dell'imperatore Tito Flavio Vespasiano, che prese il potere supremo a Roma ma che nacque in Sabina, l'antica regione a cui apparteneva la Valnerina insieme a parte della provincia di Rieti e dell'Aquila.
La mostra è una succursale di quella sui Flavi in corso al Colosseo a Roma ed in rete con le altre due esposizioni di Rieti (luogo d'origine della gens Flavia) e Cittareale (il vicus di Falacrinae in cui nacque Vespasiano) e «vuole illustrare –proseguono dal Comune– l'impatto del conquista romana della Sabina e le conseguenti modalità con cui Roma organizzò ed amministrò la regione fino all'ascesa al potere dei Flavi nella stessa capitale».
Gli scavi sono attualmente in corso da parte dell'Università di Perugia con il patrocinio dell'assessorato alla cultura della Regione Umbria e grazie al contributo del Comune di Cascia e dell'associazione culturale Tellus.
«Oltre alla mostra –concludono da Cascia- è possibile visitare gli scavi ogni martedì e venerdì alle 12 ed anche il sabato e la domenica, ma in questo caso con prenotazione presso l'Ufficio turistico comunale entro il venerdì precedente».
Il Messaggero Mercoledì 19 Agosto 2009











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