Vallo di Nera ha celebrato la festa di San Rocco, con grande partecipazione di tutti i parrocchiani e dei turisti presenti.
La ricorrenza affonda le radici nella devozione verso il santo pellegrino protettore contro la peste, molto venerato nelle campagne.
Di origine francese, San Rocco visse nella seconda metà del 1300 e la sua immagine compare ancora nella maggioranza delle raffigurazioni pittoriche che ornano le chiese della zona.
A Vallo di Nera al santo è dedicata una chiesina all'interno del Borgo dei Casali, che proprio quest'anno è stata riaperta al culto dopo i lavori di restauro.
Qui ha fatto processionalmente ritorno la statua di San Rocco portata a spalla dalla chiesa di Santa Maria, dove è stata celebrata la messa .
Un rituale comune a tutte le feste religiose principali, che si ripete con qualche variante negli altri paesi della Valnerina, ma che a Vallo di Nera ha una particolarità: per tutta la durata della processione, infatti, nella cella del campanile di Santa Maria, cinque campanari hanno suonato all'antica maniera le campane in bronzo del XIVesimo secolo.
Appoggiati sul castelletto maggiore Anselmo e Antonio, aiutati da Cesare, con la forza dei piedi hanno azionato il campanone, mentre Enzo, alla gagliarda età di 84 anni, e Romolo facevano andare con le mani, alternandosi, le due martelline, ovvero le due campane di grandezza scalare più piccole del campanone.
Il Messaggero Mercoledì 19 Agosto 2009


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