Una grande festa dal fascino unico quella che si è tenuta nella frazione di Ruscio.
Una serata in onore del "Focone della Venuta", celebrata lo scorso 9 dicembre, che rappresenta un'antichissima e particolare tradizione che, grazie alla dedizione e all'impegno dei rusciari, viene riproposta ogni anno resistendo a mode o a "richiami" turistici.
Un'ottantina le persone che hanno preso parte all'evento che ha richiesto impegno ed entusiasmo da parte degli abitanti del paese.
L'allestimento infatti non è semplice e richiede sforzi e abilità soprattutto per creare la catasta di legna da far bruciare.
Il Focone della Venuta, nella tradizione, mischia momenti religiosi, come quello della benedizione del parroco don Camillo Ragan, a quelli profani della festa e della socializzazione molto importantiper la sopravvivenza delle piccole realtà come Ruscio: si è mangiato e bevuto in compagnia e fino a tarda notte.
Non manca poi un pizzico di sano campanilismo: i "ragazzi" di Ruscio si definiscono
"quelli che lu focone lu fanno per davvero"
, in competizione (amichevole) con il gruppo di Monteleone che ha realizzato il focone nella piazza del Mercato





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